Ossidazione della birra… tutti i segreti!

Fonte: Il giornale della birra

Nel gergo di alcune zone dello Stivale, quando una birra pecca in fragranza le viene attribuita la nomea di “svampita”. Questo aggettivo si rifà ad un qualcosa di svanito o poco persistente e deriva dal verbo “svampire” che identifica metaforicamente un’evaporazione di “vampore”, vecchia parola che fonde “vapore” e “lampo”. Detto questo su etimologia e vocaboli italiani desueti, torniamo a parlare di birra. Una birra svampita è una bevanda che ha perso alcune caratteristiche organolettiche associabili alla freschezza, magari acquistandone altre, riconducibili ad un vecchiume e ad una pesantezza gustativa, che nel mondo anglosassone spesso è chiamata staleness. Quando una birra subisce questo tipo di cambiamento, nella maggior parte dei casi, sono avvenuti dei fenomeni di ossidazione. L’ossidazione avviene quando una molecola perde degli elettroni, a discapito di un agente ossidante come l’ossigeno, più elettronegativo. In parole povere, in una birra ossidata è cambiato qualcosa dal punto di vista biochimico…

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