I Contrabbandieri di Birra: Capitolo 47

Fonte: Il giornale della birra

  Il viaggio verso l’accampamento segreto dei Partigiani durò ancora diverse ore, da quando il gruppetto era riuscito ad uccidere i fascisti al suo inseguimento. Il terreno impervio e le vesti poco adatte alla scalata, nonché la naturale lentezza della madre dei due ex galeotti, ormai avanti con gli anni e sfinita da quell’orgia di emozioni vissuta in quell’ultima giornata, costrinsero il quintetto ad accamparsi alla bell’e meglio in mezzo alle fitte fronde. L’alba li colse quasi tutti avvolti dal caldo abbraccio di Morfeo. Non tutti. Non Giuseppe. Lui era seduto, vigile e pronto ad intervenire, fucile carico in mano. “ E siamo a sei…” pensò, “ sei persone alle quali ho tolto la vita… perfino qui detenuti… e quelle camice nere… tutti avranno avuto una famiglia! Una moglie… dei figli, dei padri e delle madri. Ed io li ho uccisi! Stolto cane che non sono altro! Ma cosa diavolo…

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