Clandestino, ma non troppo: l’intervista a Pierluigi Chiosi

Fonte: Il giornale della birra

  Tutti gli appassionati di birra artigianale si saranno imbattuti, almeno una volta nella propria esperienza di degustazione, nelle birre del Clandestino: un microbirrificio che in quel di Livorno ha saputo realizzare un grande progetto di crescita, senza mai dimenticare la massima attenzione alle materie prime ed all’artigianalità. Tra i suoi punti di forza, sicuramente, ha giocato un ruolo fondamentale il rapporto diretto con il consumatore: nato come brewpub, è stato il primo birrificio artigianale della città livornese e, dopo ben tre traslochi per assecondare le esigenze di crescita, oggi ha in gamma 14 etichette.  Oggi incontriamo Pierluigi Chiosi, il birraio del Piccolo Birrificio Clandestino di Livorno, che ci ha condotto alla scoperta del dietro le quinte del pub!   Pierluigi, la prima domanda nasce spontanea… il tuo birrificio è davvero “Clandestino”? In realtà la genesi del nome del birrificio, si riallaccia alla mia esperienza personale, che ha condotto poi…

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