Ci mancava il cocktail con la birra artigianale

Spesso nei filmati con manovre azzardate o pericolose appare spesso la scritta: “Don’t Try This at Home” – Non provate a farlo a casa. Credo che sia il momento di estenderlo anche alle birre artigianali.

A parte il recente caso di frode che spacciava birra industriale per birra artigianale (o meglio, come ha spiegato Andrea Del Turco: un birrificio industriale che si spacciava per artigianale) arriva il primo caso di birra artigianale utilizzata come base per un cocktail! O un cocktail di birra artigianale. Non so cosa più mi lascia scioccato.

La ricetta arriva dal sito bar.it. Il mix si chiama Marlene D.
Dopo una spiegazione sui dove e i perchè ecco gli ingredienti:
– 2 cl di sciroppo di sambuco
– 1 ciuffo di menta
4 cl di sciroppo o zicchero di canna homemade
1/2 limone spremuto
– birra bianca
ghiaccio

Sono buono ed evidenzio i tre errori che personalmente vi possono distruggere la birra per come è stata pensata.
Chiudiamo un occhio sul sambuco in sciroppo, però l’idea ci sta. Ora ho un vuoto di memoria ma una birra ai fiori di sambuco l’ho bevuta due settimane fa.
Quello che aborro principalmente è l’utilizzo dello zicchero (zucchero). Ecco come trasformare una nettare poco calorico in un inutile bevanda dolce. Poi il ghiaccio per allungare. Il limone spremuto… perchè?!? Boh.
Ciliegina la quantità di birra da usare: 25 cl? 33cl? 50cl? Vabè…

Ecco queste sono le mode da non fare a casa, da non bere in giro (ma sfido qualunque publican serio a proporvele).
I gusti son gusti ma con la birra artigianale ci sono dietro già ingredienti pensati, abbinati, cercati che non hanno bisogno di essere usati per diventare una pozzanghera hipsterica. Possono già essere rinfrescanti e profumati.
Cari amici che cavalcate l’onda delle mode, usate una birraccia industriale come fanno gli chef stellati che ci cucinano e prestano la faccia all’etichetta.
Non rovinate un prodotto realmente di gusto e di cuore.

PS: e della foto vogliamo parlarne? Non sembra velata come una blance, ha dentro fette di limone e davanti al bicchiere c’è della radice di zenzero.
“Perchè lo fai, disperata ragazza mia…” (Masini docet)

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