Birrovagando: il Ticino è vicino

Il weekend scorso si è tenuto a Chiasso  Luppolati, il primo festival dei birrifici svizzeri e del canton ticino in particolare. Ero molto curioso di assaggiare cose un po’ oltre confine e fare conoscenza con qualche nuova realtà per me quindi accompagnato dalla paziente fidanzata domenica mattina ci siamo messi in viaggio.

La location era un grosso capannone aperto dietro i campi sportivi di Chiasso. I cartelli per arrivarci non c’erano ma grazie alla vicinanza con l’Italia il navigatore del cellulare non ha avuto problemi a portarci in zona.
Senza voler essere troppo polemici, essendo un festival svizzero, il prezzo mi è sembrato un po’ alto per i nostri festival. 20 franchi svizzeri (facciamo 20 euro per praticità) per avere un bicchiere di plastica serigrafato e 5 assaggi da 15 cl. Con 30 franchi se ne potevano fare 8 con il bicchiere in vetro. Già più ragionevole. Ma si parla sempre di 15 cl a circa
I prezzi credo siano comunque proporzionati al costo della vita e agli stipendi svizzeri. Non vuole essere una polemica appunto ma un osservazione per l’anno prossimo. Poi non so quanti italiani ci siano andati, ma il Ticino è davvero vicino per chi abita da Milano in su. Bisognerebbe invitarsi ai festival più spesso, visto anche il numero di birrifici di qualità.

Parlando di bevute ho assaggiato solo 5 birre (di cui una italiana del birrificio Revertis di Sondrio che non conoscevo) ma le ho trovate tutte buone. Avrei preferito berne di più ma dovendo guidare sono stato tranquillo. Poi forse arrivando per pranzo il festival non era molto popolato e sembrava ancora pigro, che si sgranchiva dopo i bagordi della sera prima. Per motivi famigliari però si poteva andare solo presto e ripartire presto.
Interessante la breve chiacchierata con i ragazzi del birrificio No Land di Melano. Ci hanno spiegato che la loro SLIP, una bohemian Ale, è un tributo alle birre pilsner ma per legge in svizzera il nome Pils lo possono avere solo le birre Ceche, quindi loro hanno scelto l’anagramma. Ho cercato altre info su questa imposizione svizzera ma non ho trovato altro.
La loro birra non male, leggermente ambrata e un pizzico dolce per i miei gusti. Buon profumo.
Tra le curiosità che avevo c’era Bier Factory Rapperswil. Ottima la loro Rappigold (pale ale da 4,8°)
In finale la manifestazione proponeva 20 birrifici circa e tutti avevano portato almeno 2 o 3 birre. Tanta scelta. Poi concerti la sera e un ottimo tendone esterno con la cucina. Promossa anche quella. Spero di bere di più l’anno prossimo e di non essere di corsa.

Finiti i timbri per bere prima di uscire da Chiasso ci siamo fermati alla Coop, che ricordavo fornita di birre artigianali straniere e anche quelle prodotte da Ticino Brewery: Bad Attitude in particolare.
Con grande sorpresa la Coop la domenica si riduce a semplice market dell’essenziale. Mica come da noi che è ancora più imballata. Tra gli acquisti devo menzionare la Biera Engiadinaisa. Una birra un po’ blance e un po’ wit. Fatta con l’orzo cresciuto a 1000 metri e le spezie delle sue montagne (il birrificio si trova a Tschlin al confine est svizzero).
Viene riportata come ambrata ma il sapore citrico ricorda molto una wit.
La cosa che mi ha stupito di più è la zona dove nasce: confina con Italia e Austria. Nel cantone dei Grigioni dove la lingua ufficiale è il romancio, una sorta di dialetto lombardo a tratti anche se le origini antiche parlano di Friuli. Una birra con origini italiane insomma, forte della comunità italiana li stabilitasi. http://www.bieraria.ch/rm/
Dopo questo viaggio alla scoperta dei cugini svizzeri direi senza dubbio che il Ticino è vicino e le birre possono raccontare storie incredibili a saperle leggere fino alla fine.

 

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